L’idea di dar vita ad un percorso per Tecnico Superiore responsabile delle produzioni e delle trasformazioni nella filiera Olivicola-Olearia, formando una figura altamente qualificata, vuole essere innanzi tutto una risposta alle istanze di specializzazione provenienti dal tessuto produttivo locale in un settore strategico per l’economia provinciale e, più in generale, regionale.

In seconda battuta, nasce dal confronto con i principali stakeholder del comparto, discende da una profonda conoscenza del nostro territorio e della sua struttura produttiva, nonché da molteplici altri fattori, tra cui:


  • la specifica vocazione del territorio ligure, con particolare riferimento al ponente in virtù del suo straordinario clima, alla coltura di questa nobile e antica pianta: l’olivo

  • la presenza di “cultivar” autoctone, soprattutto la taggiasca (> del 90% delle piante) e di una estesa e sistemica zonizzazione agricola votata a tale destinazione arborea con produzioni di assoluta qualità. Se per il settore olivicolo in tutta la Liguria abbiamo i seguenti dati: 11.000 ettari, 40.000 quintali, 7.000 olivicoltori e 220 frantoi, nel solo estremo ponente ligure, si registrano per l’olio DOP le seguenti cifre: 2.570 ettari, 740.700 olivi, 4.600 quintali, 860 olivicoltori e 44 frantoi (dati: Ismea Istat, Agea, Federalimentare, Consorzio Tutela Olio DOP Rivera Ligure)

  • la consolidata tradizione ultrasecolare di aziende dedite alla produzione e trasformazione dell’olio di oliva e dei suoi derivati/trasformati

  • la presenza di Istituti Scolastici Superiori del settore agrario

  • una filiera economica, con addentellati internazionali e con fatturati importanti

  • precipue vocazioni del nostro territorio ligure – turismo, agroalimentare ed enogastronomia – strettamente correlate tra loro, anche in termini di produzione di ricchezza ed occupazione

  • la presenza fisica, nella Liguria occidentale, di Poli Universitari (IM e SV), di una struttura operativa del centro di servizi per il ponente ligure dell’Università degli Studi di Genova: i GBH – Giardini Botanici Hanbury (Ventimiglia), dell’IRF – Istituto Regionale per la Floricultura (Sanremo) che si occupa anche di agricoltura, ed anche di una prestigiosa struttura museale dedicata all’olivo proprio ad Imperia.